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FOGRA 39 SCARICA

Posted on Author Faejora Posted in Giochi


    Contents
  1. Un annoso problema di esportazione – pt. 1
  2. Fiery XF 7.1
  3. Risultati per la parola ‘fogra 39’
  4. Utilizzo dei profili colore

di profili colore per la stampa (Download profili FOGRA). Per assegnare il profilo colore Fogra 39 (o qualunque altro di cui si ha bisogno) è. Download ISO Coated V2 (ECI) Tipologia carta 1 e 2 patinata lucida e opaca, 60 L/cm, Fogra39L Download PSO Uncoated V3 (Fogra 52) Tipologia carta 5+. Norma ISO di riferimento. La norma attualmente in vigore è la ISO del , leggermente modificata nel , cioè la seguente. Bene, ora volete farmi credere che siete rimasti fermi al FOGRA39??? Potete scaricare i dati di caratterizzazione FOGRA da questa pagina.

Nome: fogra 39
Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: iOS. Android. Windows XP/7/10. MacOS.
Licenza:Solo per uso personale
Dimensione del file: 46.29 MB

Per misurare la lucidezza è necessario uno strumento particolare che si chiama glossmetro. La norma non lo specifica, ma è opportuno che la carta non contenga sbiancanti ottici , o ne contenga una quantità minima.

Chiedere ai fornitori inchiostri offset in tolleranza con la norma ISO Questa è una condizione necessaria, ma non sufficiente, per avere i colori stampati a norma. Gli inchiostri possono essere misurati solo da laboratori specializzati perché richiedono una strumentazione molto particolare. Questi target sono stampati secondo la norma su carta tipo 1 o 2 e con frequenza di linee per centimetro e misurati su fondo bianco.

La catena di gestione del colore funziona in questo modo. Partiamo dal presupposto che il documento abbia incorporato un profilo, che identificheremo per fare un esempio con Adobe RGB e che io lo stia visualizzando sul primo monitor.

I numeri del file vengono letti dal sistema di gestione del colore, che li traduce in Lab. A quel punto vengono riconvertiti nei numeri necessari a rappresentare i colori giusti sul monitor principale. I numeri inviati ai due monitor saranno diversi: se non lo fossero, una qualsiasi terna RGB non avrebbe alcuna garanzia di venire rappresentata con lo stesso colore sempre nei limiti del possibile su entrambi i dispositivi. Qui a sinistra vedete cosa accadrebbe inviando la stessa immagine ai due monitor senza la gestione del colore.

Abbiamo già visto nel confronto dei profili che il monitor B è molto più in difficoltà sui rossi intensi rispetto al monitor A. Questo significa, in media, che le terne utilizzate per rappresentare una certa componente nel canale R sul monitor A saranno più basse di quelle necessarie per rappresentare la stessa componente sul monitor B. Come si ottiene questo risultato? È semplice. Pensiamo di partire dal file che, abbiamo detto, è codificato in Adobe RGB. Eseguite questi passaggi:. Questo significa, in buona sostanza, che assegnare un profilo ha il senso di simulare una certa condizione di output.

In buona sostanza, starete visualizzando una soft proof. Convertire in profilo , invece, significa trasformare i numeri di un documento in quelli che servono per ottenere un output corretto su un certo dispositivo. Una delle ripercussioni abbastanza complesse di questa materia è legata ai cosiddetti falsi profili. Un mio articolo in merito, in inglese, si trova qui.

E al termine di questa lunga maratona in tre tappe sui profili colore, vi lascio con una domanda. Mi piacerebbe che qualcuno tentasse una risposta nei commenti, ma vi avverto: la risposta è elementare ma non del tutto ovvia. Diventa estremamente semplice nel momento in cui si sia compresa la natura dei profili colore e soprattutto la funzione dei comandi di assegnazione e conversione, ma arrivarci potrebbe non essere immediato.

Sia chiaro da subito: lo scopo non è far vedere quanto si è bravi, ci mancherebbe.

Lo scopo è verificare la propria comprensione della materia. La sfida è questa: qui a fianco vedete la stessa immagine riportata sopra con i colori orribilmente falsati. Questa versione si ottiene scambiando il canale rosso con il verde.

Avrete bisogno di due passaggi.

Dovete utilizzare quello. E, se proprio siete raffinati, potete anche sostituire uno dei due comandi quale?

Un annoso problema di esportazione – pt. 1

Ripeto: non è facile, anche se la manovra è elementare. Ma se ci riuscirete i profili non avranno più misteri per voi e sarete sulla buona strada verso una comprensione profonda. Vedo già un paio di miei allievi a caso — Fabio Bertozzi e Fulvio Bosco perdere il sonno per questo. Conoscendoli, non staranno svegli per più di quindici minuti, ci arriveranno in fretta…. Converti in profilo RGB personale, inverti le coordinate x,y del rosso e del verde, poi assegni profilo RGB di lavoro.

Niente da dire… Si vede che quando i nomi iniziano per F e B la correzione del colore scorre nel sangue È facile: apri le Impostazioni colore dal menu Modifica. Annoti i valori che ti servono e li digiti ex-novo nelle caselle, mettendo — ad esempio — i valori per il verde nelle caselle relative al rosso, e viceversa.

Buon divertimento!

Fiery XF 7.1

Se ci ho preso ma credo di si perché funziona , gli argomenti che mi interesserebbero e qui mi faccio odiare da tutti MO in primis sono i comandi Calcoli e Dissolvi fade con particolare riferimento ai metodi di fusione più insoliti tipo saturazione, sottrai etc ed Equalizza che per me rimane tuttora un comando misterioso. Spero di non chiedere la luna o che non siano domande fuori posto, ma, nella creazione di maschere complesse sento che mi sfugge ancora qualcosa.

Grazie MO. Non detestarmi troppo. Se invece fossero domande fuori trattazione mi affido a qualunque argomento tu ritenga di maggior interesse. Penso sia un ottimo spunto, invece. Vedo di mettere assieme qualcosa di leggibile e nei prossimi giorni lo pubblico, tempo permettendo. Grazie e complimenti ancora a Fabrizio! Grazie Marco. Era quello che intendevo quando scrivevo che si poteva passare in Impostazioni Colore e bypassare invece uno dei due comandi Converti in profilo, a quel punto.

Salve salvino. Ho appena terminato di leggere e rileggere meglio farlo un paio di volte i tre post sui profili colore. Alcune domande sono maturate dentro di me, altre invece sono ancora in fase di formazione….

Quindi io post scatto posso ancora scegliere quale profilo utilizzare? Questo al mio primo workshop che feci 2 anni fa. Scusa la valga di domande, spero siano tutte pertinenti e mi auguro di essere stato chiaro dato che sono mentalmente confusionario di natura.

In generale devi regolare quattro quantità fisiche: la luminanza del bianco, la cromaticità del bianco, la curva di risposta e la luminanza del nero.

Risultati per la parola ‘fogra 39’

Profilare il monitor significa invece codificare questo stato noto raggiunto con la calibrazione in un profilo, in modo che il CMS Color Management System possa effettuare una corretta gestione del colore. La calibrazione mi permette una precisione maggiore ed un controllo maggiore nella profilatura tarando il punto di bianco e le lut dei canali R, G e B? Intendo dire che se il monitor ha dei valori sballati di per sé sarà difficile per il software di profilazione riuscire a creare un profilo che riproduca correttamente i colori al meglio.

In mancanza di meglio, naturalmente, agirai sulla LUT. Per prima cosa salutami Barbara! Complesso ma lineare: un colore in un file RGB verrà codificato con una terna che ha senso nel contesto di un certo profilo colore quello — si spera! Il profilo appare solo nel momento in cui, tramite il software di sviluppo del raw, decidiamo secondo quale profilo dovrà essere codificato il file raster che andiamo a creare; col profilo RGB compaiono i vari gamma, punto di bianco e via dicendo.

Va sottolineato che questo aspetto del comportamento dei files raw non è chiaro a molti, che pensano comunque che il settaggio sRGB o AdobeRGB sulla propria fotocamera influenzi il contenuto del file raw, ovviamente che viene creato. Esatto, vedi sopra. Altri software ti danno anche opzioni ulteriori. In questo modo eviti i problemi legati a profili che potrebbero venire ignorati dai browser o da stampatori poco attenti, ma ti salvi un master in un profilo che ha un gamut più ampio di quello piuttosto asfittico di sRGB.

Salve qualcuno sa dirmi xkè se converto una immagine in scala di grigio la vedo seppiata mentre se faccio solo togli saturazione la vedo in bianco e nero senza dominanti? Ovvero, prima di salvare e chiudere la vedi neutra o virata verso il giallo? Avrei bisogno anche di vedere uno screenshot delle tue impostazioni colore, per sicurezza.

Il limite hardware imposto dal monitor come agisce sulla corretta visualizzazione del profilo colore Adobe RGB? Grazie per una eventuale risposta, noto che le ultime discussioni sono del …. Una domanda delicata sulla quale è facile creare fraintendimenti, temo.

Utilizzo dei profili colore

Se hai un monitor di fascia alta che riproduce praticamente tutto Adobe RGB, le probabilità che tu generi colori fuori gamut lavorando in Adobe RGB sono molto basse. Io rovescerei il problema: qual è la destinazione ultima delle immagini? Perché è quello il target a cui ci dobbiamo riferire. Allo stato attuale della tecnologia, sRGB è una scelta praticamente obbligata per due motivi. Il secondo è che, comunque, nonostante i browser ora operino una dignitosa gestione del colore, lavorare con sRGB dà una sicurezza nei confronti di browser obsoleti o che comunque non gestiscono il colore in modo corretto.

Non sto parlando di browser minori o poco diffusi: Internet Explorer 9 e Internet Explorer 10 interpretano i profili colore, ma a meno di revisioni recenti di cui non sono al corrente fanno una cosa pressoché incomprensibile a quel punto: convertono tutto in sRGB e operano un display dei dati ignorando il profilo del monitor. Se è a stampa tipografica si entra in tutte le ben note idiosincrasie di CMYK.

Insomma, è un mondo complicato e ci dobbiamo convivere. Conteneva i colori, li rappresentava, ma non erano realmente visibili fino a che il negativo non veniva stampato. E quindi, faceva fede la stampa. Non ha senso, e dal punto di vista della post-produzione è addirittura poco sensato perché in ProPhoto RGB ho molto meno controllo sulle sfumature sottili di colore di quanto non ne abbia in uno spazio colore più piccolo: lavoro in maniera più sicura e più serena.

Gentile Marco, grazie per la celere risposta. Tenendo a mente questo importante passaggio:. Faccio un esempio: supponi di avere un raw con un ritratto in cui la persona indossa un vestito con colori molto sgargianti, che cadrebbero fuori dal gamut sRGB. Se sviluppi quel raw in sRGB da Camera Raw o da qualsiasi modulo di sviluppo hai un problema: alcuni colori poco o tanto verranno clippati, ovvero perderai variazioni cromatiche che in realtà il raw ha registrato.

La procedura corretta sarebbe sviluppare il file in uno spazio che contenga quei colori potrebbe essere Adobe RGB o ProPhoto RGB , mettere in atto delle tecniche di desaturazione locale delle aree critiche e poi convertire il file in sRGB in Photoshop. Le impostazioni colore di Photoshop in realtà sono abbastanza irrilevanti nel momento in cui i criteri di gestione del colore il gruppo di opzioni che si trova sotto quello degli spazi di lavoro sono impostati correttamente.

In generale, se ho impostato ad esempio Adobe RGB ed entro in Photoshop con un file sRGB, la cosa migliore che conviene fare è rispettare il profilo incorporato, a meno che non abbiamo dei buoni motivi per convertire il file in Adobe RGB, ovvero lo spazio di lavoro. A maggior ragione, se ho impostato sRGB ed entro con Adobe RGB questa regola è ancora più stringente, perché in linea di principio la mia immagine potrebbe contenere potrebbe, eh!

Quindi il rispetto del profilo è più o meno un caposaldo, salvo eccezioni. Questo spazio colore ha un gamut decisamente enorme, e questo mette al sicuro dalla presenza di colori clippati: magari non li possiamo vedere a monitor, perché cadono fuori dal gamut del dispositivo, ma ci sono tutti. Tuttavia alcuni fotografi e operatori non rinuncerebbero a ProPhoto RGB per nulla al mondo, perché ritengono trascurabli gli svantaggi.

Allo stesso modo, altri non lo toccherebbero neanche con una canna da pesca, da lontano proprio perché nella loro visione gli svantaggi superano i vantaggi. Forse il paragone più calzante e vale proprio perché è estremo è quello che faccio sempre in classe ai miei allievi quando parlo di queste cose. Ho tre possibilità sole:. Secondo te qual è il migliore e il più positivo nel suo risultato? Io non ho dubbi, ma non vorrei dare una risposta esplicita qui. Ma potremmo essere nella stessa identica situazione, solo a un livello più alto: potremmo avere alcuni colori a disposizione, ma non tutti i colori.

E a quel punto avremmo tre scelte…. Quindi dobbiamo preoccuparci solo nel momento in cui ci rendiamo conto che il disastro è veramente in agguato. Grazie della discussione, la trovo estremamente stimolante proprio perché è complessa. Un caro saluto! Partendo dal presupposto che il monitor deve essere calibrato alla perfezione.

Io creo un quadrato su photoshop di un determinato colore, ad esempio il rosso r g 0 b 0. Generalmente non bisogna MAI convertire i font in tracciati eccezion fatta per i logotipi che devono mantenere una determinata caratteristica. Ma per testi lunghi non ci pensate nemmeno per un secondino, prima si faceva per evitare problemi di compatibilità, ma ormai non è più necessario, e per ben 3 motivi: i testi convertiti potrebbero perdere di leggibilità per determinati editor, non sono modificabili, e infine il file peserebbe 10 volte in più.

I colori sono fondamentali e soprattutto la loro gestione, perché vuoi che il colore che stampi sia quello che hai scelto per il tuo design e non altro. Se sai che devi stampare allora progetta in CMYK! A seconda della carta si cambia il profilo colore. Ovviamente i macchinari cambiano e conviene sempre parlare con il tipografo. Sappiamo bene che a schermo una risoluzione più bassa si vede bene, ma per la stampa abbiam bisogno di dpi, e soprattutto come per i colori dobbiamo considerare che anche le immagini che utilizziamo devono essere in CMYK e quindi vanno convertite se sono in RGB.

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